>Pubblicità creativa in Svezia

>


La pubblicità, in tutte le sue forme, è un argomento che mi interessa particolarmente, e un terzo post sulla questione è d’obbligo. I post precedenti sono sulla pubblicità creativa a Stoccolma (e questo almeno nella prima parte ne è il proseguimento) e sull’ultima edizione e i relativi spot del superbowl. Ecco allora un altro post che parla di pubblicità (creativa) in Svezia. Non si sono ancora spente in Italia le polemiche sul manifesto di Ikea, che mostrava un concetto “ampio” di famiglia almeno per una parte d’Italia. Come dicevo spesso ci sono delle campagne pubblicitare nella città di Stoccolma che sono veramente innovative che riescono a stupire e nell’intento di outreach del pubblico. Il tessuto urbano viene utilizzato come medium, cornice e canovaccio. Ma lasciamo parlare le foto scattate in città. La prima pubblicità si trovava a Nörrmalmstorg dove una notissima casa di abbigliamento ha trasformato una cabina telefonica in una specie di camerino dressing-room che invita ad entrare, provare i jeans e a guardarsi il fondoschiena negli specchi (vetri) della cabina telefonica. Metamorfosi di cabina in camerino.


Il prossimo esperimento creativo invece utilizza un normale espositore di manifesti pubblicitari (quelli “avanzati” con il vetro e le luci interne per intendersi) che viene trasformato e vestito in un gigante telefono quasi giocattolo o da parco giochi. Il messaggio della compagnia telefonica viene presto capito, invitando la gente a interagire con la pubblicità, un metodo quasi sensoriale.
Infatti quello che si sta promuovendo è una linea telefonica che funziona senza fili, senza allaccio, e infatti le persone sono invitate a tigitare il proprio numero di telefono cellulare che si ha con se per verificarne il funzionamento (la gente in Svezia si fida, nessuno sospetta l’acquisizione dei numeri digitati per contattarli in seguito, cosa che, forse pensa solo l’italiano malfidato e che probabilmente non avverrà).


La Svezia ha anche agenzie pubblicitarie all’avanguardia come la rinomata Forsman & Bodenfors (frecciatina che ha un sito carico di javascript che è piuttosto lento a dir la verità, almeno su mio misero netbook).

Passando invece a pubblicità internet virali di sensibilizzazione (che promuovono il pagamento del canone televisivo del radiotjänst, il canone Rai svedese). Quindi viene utiizzato un medium in auge fra i giovani per promuovere un tradizionale. Anche qui le persone venivano incoraggiate a interagire facendo l’upload della propria immagine per proseguire la visione. Il video ha sicuramente fatto notizia e non solo storcere il naso. Il video si chiama “Hero”.

Sempre in tema di pubblicità (questa volta cartacea e fastidiosa) analizziamo come gli svedesi siano molto gelosi della propria privacy. Spesso le cassette delle lettere sono una fessura nella porta di casa. Quindi il vantaggio è che non devono uscire di casa per prendere la posta. Lo svantaggio è che i volantini ti arrivano direttamente dentro casa. Di solito attaccano un adesivo con su scritto niente reclam (ma si al catalogo Ikea) altre volte lo scrivono a mano; altre ancora per seguire il trend e non parlando Svedese scrivono “no newspapers please”, (vero Roberto?!) dando l’impressione di non saper leggere. Ecco un anziano che un anziano signore (qualità pessima delle foto purtroppo sono quasi illeggibili) che per essere sicuro lo ha scritto anche sul campanello della porta.

Per chi fosse interessato vi segnalo un sito italiano interessante sulla pubblicità.
Un altro sito invece che parla di pubblicità creativa e che ospita tantissime campagne da tutto il mondo e che permette anche di esprimere un giudizio sulla creatività dell’idea e della realizzazione si chiama Ads of the World. Sono sicuro che i pubblicitari a corto di idee come Mel Gibson in What Women Want ci danno una sbirciatina ogni tanto.

Basta chiudo dopo avervi annoiato abbastanza, segnalandovi anche una specie di social network, social bookmarking, image sharing o come lo volete chiamare, per chi non ha tempo per un blog ed è stufo di Facebook (e dei mille video clip musicali che la gente pubblica a manetta, o degli annunci del tipo “stasera palestra e mela, o sto bevendo il caffè in balcone). Non credo sia molto utilizzato o conosciuto in Italia ( ma se lo è già chiedo venia) ed è molto utilizzato in Polonia, Germania a naso e a giudicare dagli utenti. Si chiama soup e per chi è amante di fotografia, fotomontaggi, fotocreative, arte, foto divertenti o tonterie varie è uno spasso. Non siate pigri il login in richiede un secondo a registrarsi e entrerete in un mondo di foto che potrete postare ripostare da altri, seguire quelli con i vostri stessi gusti etc. A ognuno la sua zuppa.

Chiudo.

Bzz. z.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s