>Una fonte d’energia alternativa Bergvärme

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anche la Svezia, come del resto in tutta l’Europa dotata di buon senso, guardando a quello che putroppo sta accadendo in Giappone in questi giorni, ripensa a quella che viene definita da molti una energia pulita. La Svezia ha 3 centrali nucleari, con 10 reattori attivi che contribuiscono a fornire l’energia elettrica per il 45% del fabbisogno svedese.

La Svezia nonostante sia un paese molto attento alla sicurezza, ha subito diversi incidenti, di modesta entità, incluso l’ ultimo che risale al 2006 a Forsmark. Il vero ‘vantaggio’ delle centrali nucleari è, come afferma Frigyes Reisch, la produzione di moltissimi megawatt di energia con un investimento iniziale relativamente basso (altri esperti, sostengono esattamente il contrario, mah!). L’esperto in una intervista al The Local, afferma anche un po presuntuosamente, che in Svezia, anche se le condizioni sono molto diverse, soprattuto dal punto di vista sismico, una emergenza come quella del Giappone sarebbe stata gestita in maniera più efficiente (lascio a voi i commenti).

La Svezia nel momento massimo di produzione di energa nucleare aveva 20 reattori attivi. Al momento però, anche in seguito a un referendum, si è optato per fermare la costruzione di ulterori centrali nucleari.

Forse per una volta si potrebbe guardare a nazioni come la Spagna e la Germania che hanno optato per incrementare l’utilizzo delle energie rinnovabile, ma anche ai paesi scandinavi che sono all’avanguardia nela gestione dei rifiuti tramite i termovalorizzatori, che producono energia e riscaldamento per intere zone della città, a sistemi come il teleriscaldamento che già si sta diffondendo in alcune zone d’ Italia (Nord).

Ironia della sorte Italia: dopo la corsa dei condomini dal riscaldamento centralizzato al termoautonomo, con il proliferare di caldaie a gas per ogni abitazione, su balconcini, verande si comprende ora che forse conviene una soluzione più ampia, in termini di spesa e consumo di risorse. Forse fra un po’ di tempo si capirà che ache una unica antenna/parabola centralizzata conviene in termini di paesaggio, manutenzione e costi, invece di deturpare balconi, tetti e terrazze che sembrano velieri pronti a salpare.

Idee per business

Quello che invece è un sistema veramente innovativo è il cosidetto Bergvärme (in inglese Down heater exchanger). Non c’è ancora una pagina di Wikipedia in Italiano.

In pratica, trivellando dei pozzi verticali (in maniera simile ai carotaggi, non me ne vogliano gli esperti per la scarsa proprietà d i inguaggio) si sfrutta la differenza di temperatura che c’è fra l’esterno e la temperatura dell’acqua presente nel sottosuolo a una profondità di 200 m che è sempre costante.

Utilizzando una pompa di calore (il principio del condizionare che se è dotato della funzione di inverter, può produrre anche caldo che freddo), si produce calore sottraendo 1/2 gradi alla volta le “calorie” dalla temperatura dell’ acqua sotterranea che andandosi a sommare a poco a poco produrranno acqua calda. L’unic energia utilizzata (elettrica) è quella che serve per pompare l’acqua e per sottrarre i gradi di calore dalla stessa. Al netto c’è un guadagno e un risparmio in termini di energia.

Per saperne di più leggete qui (in inglese). Ora non so se è applicabile a tutti i paesi, (dipende probabilmente dalla presenza/abbondanza d’acqua nel sottosuolo? forse per l’italia sarebbe meglio utilizzare i pannelli solari), ma di certo è una tecnica all’avanguardia che le aziende svedesi stanno esportando molto in termini di tecnologia, e di cui se ne sa veramente poco all’estero.
potrebbe essere un buon business da avviare/importare in Italia? A voi la palla

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One response to “>Una fonte d’energia alternativa Bergvärme

  1. >errata corrige: inverter è solo un sistema di risparmio energitico, mentre la pompa di calore permette il passaggio da caldo a freddo e viceversa.

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