>Gli spot del Superbowl

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In Svezia in poche occasioni si viene a contatto con la comunità di americani presenti qui. Le elezioni americane, il 4 Luglio e il Superbowl sono una di queste occasioni. Non credevo ci fossero molti americani residenti, e infatti non sono tantissimi, ma comunque più del previsto. Se girate per i pub sportivi finirete prima o poi nella catena O’leary’s dove potrete leggere sui menù l’avvicente storia di come il Bostoniano proprietario si fosse trasferito in Svezia e si sia inventato una professione (anche lui 30 anni fa faceva fatica a trovare) e abbia iniziato col primo pub sportivo a Göteborg Kungsportsavenyn se non sbaglio e poi si sia allargato in tutte le principali cittä della Svezia e in talune con più punti di ristoro. La birra è cara, il cibo anche, i camerieri scontrosi e la percentuale del gentil sesso è bassa (se si esclude il melodifestivalen), strapieni o stravuoti ma con schermi ad ogni tavolo siete sicuri di riuscire a vedere il match che volete. Immagino si sia trasferito per amore, ma che la sua storia d’amore sia durata fino ad oggi non c’è traccia.

Tornando agli americani, la maggiorparte lavorano per multinazionali americane che li hanno mandati qui, alcuni sono studenti e altri personali delle ambasciate e simili. La Svezia rimane un paese troppo socialista per alcuni, troppo caro per altri e in generale troppo diverso. Mi inconrato nessuno che se ne sia innamorato, a parte le Svedesi. Come dicevo gli americani escono fuori nei locali o nei parchi a seconda del motivo per cui ci si riunisce, in gruppi numerosi per gli eventi nazionali come il Superbowl. Ora il superbowl è un evento mediatico planetario, più per tutto quello che ci gira intorno che per l’interesse per il football americano vero e proprio. Anche le persone che non seguono questo tipo di sport, vengono a sapere quale artista ha cantato l’inno nazionale americano, quale provocazione o gaffe a tenuto banco, quanti spettatori ci sono stati e quanto è costato uno spot al secondo. Da buon amante della pubblicità (unica cosa davvero interessante della televisione) un poco per deformazione accademica, mi sono interessato agli spot che si sono aggiudicati quella preziosa manciata di secondi negli intervalli televisivi.

Nonostante la crisi dell’economia globale, il settore automobilistico in crisi, è ancora l’industria pesante che spende e domina per creatività gli spot. E’ opinione diffusa che questi due spot siano quelli che si aggiudicano il premio creatività degli spot del Superbowl 2011. Guardateli e giudicate voi.

Io credo che lo spot della Chrysler sia più nazionalista (e a un evento come il Superbowl è permesso), coinvolgente ed emozionante. Eminem è un testimonial d’eccellenza che con il ritmo della sua musica celebra Detroit con tutto l’orgoglio di città che rivendica la sua essenza. Si narra di lavoratori, operai, fornaci acciaio e emblematica l’immagine del pugno chiuso di ferro in uno spot americano, ci dice che i tempi sono davvero cambiati. Scimmiottando anche l’esterofilia degli americani per molte cose come le birre che devono essere importate, imported come sinonimo di qualità cosi come le macchine, meglio se tedesche. Imported from Detroit è un messaggio forte che non passa inosservato, e che rimane impresso come il pugno della statua.

Mentre il commercial della casa tedesca secondo me è simpatico, ma si classifica in seconda posizione, perchè tutto sommato già visto. Se volete vedere tutti gli spot delle edizioni passate qui c’è tutto l’archivio del Superbowl in un sito molto interessante (ma solo per i maniaci delle pubblicità).

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