>La spazialità degli svedesi e i mezzi pubblici

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Il concetto di spazio per gli svedesi è un concetto molto diverso da quello che si può avere in Italia, ed in linea generale, in moltissimi altri paesi.

Il fatto di essere un paese molto esteso e poco popoloso, ha portato a sviluppare un concetto di spazialità molto diverso. Iniziamo con il dire che per gli svedesi, la prossimità di un´altra persona, deve essere non meno di 1 metro e mezzo, 2 metri. Delle distanze che per noi europei sono piuttosto normali vengono percepite come estreme o eccessive. 

Immaginate di trovarvi in un suk, con i venditori che vi toccano e schiamazzano intorno a voi. La cosa vi darebbe fastidio, no? Beh per gli svedesi è un po´lo stesso, ma con distanze di sicurezza eccessive, per i non svedesi. 

Chi vive in Svezia da un po´ avrà notato che ad esempio gli svedesi tentano in tutti i modi di evitare di prendere l´ascensore con un´altra persona. Ad ogni costo se non sono costretti per evitare qualsiasi forma di imbarazzo (o contatto umano “forzato”?). Altro esempio è quando si viaggia sul bus.

 I bus salvo in rare occasioni (come oggi, -18, linee della metro bloccate, bus affollati a livelli medio-pieni) i bus sono vuoti ed efficienti e si trova quasi sempre da sedere. Se vi trovate nel classico “salottino” da 4 posti 2 di fronte agli altri 2, vi sarà capitato di essere in 2 o in 3 nello stesso gruppo di posti. Non importa se il vostro dirimpettaio è appena salito. Non appena si libera un posto questo si sposterà di corsa, mentre voi penserete eppure ho fatto la doccia questa mattina e ho fatto gli sciaqui con il colluttorio. Non prendetevela sul personale, e non è uno sgarbo nei vostri confronti; preferiscono stare per conto loro e assumono di aver fatto un favore ad entrambi, senza neanche pensare che possa essere percepito come gesto di insofferenza.

 Per questi motivi, quando la metro è piena all´ora di punta, il concetto di pienezza è realtivo. Gli svedesi si affollano sulla porta dando la “sensazione di pieno” per quelli che devono salire, quando in realtà secondo altri canoni potrebbe considerarsi pieno al massimo al 70%, e se si facessero più in la, potrebbero salire anche gli ultimi 4 gatti.

 Ma anche qui, lo ribadiamo, non è mancanza di cortesia, è che per loro è veramente pieno. Stesso vale per il panico del passeggero dietro di voi che deve scendere, se state nei pressi dell´uscita, che si agita freneticamente, mentre attendete che scendano quelli davanti a voi per poi farvi da parte, (tanto mica scappa la fermata). Così come mi fa notare un mio amico di Göteborg, di quanto io stia diventando stoccolmese, nel momento in cui mi metto a correre l´ultimo miglio per prendere la metro, anche se la prossima arriverà probabilmente dopo 4 minuti. 

Singolare poi la scena dell´anziana signora, realmente accaduta, che mima il gesto di scacciare le mosche (noi o voi) quando sale sull´autobus mezzo p

ieno, mentre voi vi schiacciate il più possibile nel corridoio (con trolley al seguito) per farla passare; a questo punto la mosca al naso salta si, sia al göteborghense che appena arrivato già non sopporta Stoccolma e i suoi abitanti, così come al romano che sta già col “malimortaccidestavecchia” pronto all´uso.

Rientra sempre nella stessa categoria di non mancanza di cortesia quando l´autista chiude le porte e parte anche quando vede che siete a pochi metri dalla porta (e forse vi ha visto correre per raggiungerlo). D´altronde è colpa vostra, siete voi in ritardo. L´efficienza non fa sconti a nessuno e non contempla cortesia e flessibilità.

Trovate le info sul sito Sl anche in italiano

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2 responses to “>La spazialità degli svedesi e i mezzi pubblici

  1. >No, infatti, non è mancanza di cortesia, è una delle fisime svedesi, i quali però, troppo pieni di sé per pensarci, preferiscono criticare sempre gli altri. Questo è un loro gran difetto, ma ovviamente non ne tengono conto, credendosi i migliori in Europa.

  2. >Purtroppo è vero.sono d' accordo. E si riallaccia anche al post sul Giano bifronte, se non lo hai letto http://vivereinsvezia.blogspot.com/2009/12/le-due-facce-della-moneta.html dimmi se lo condividi

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