>Il Made in Italy versione trash

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Gli italiani sono abituati a veder storpiata brutalmente la propria lingua. Basta entrare in un ristorante o in un normale supermercato. Il problema è che i finti prodotti italiani non vengono solo dalla Cina. l´Europa è interessata a sfruttare la popolarità del Made in Italy, anche correndo il rischio di cadere nel ridicolo.

Chiunque ha aperto un menù o visitato una pizzeria all´estero, come del resto in Svezia, ha trovato dei nomi a dir poco spassosi come pizza margArita, Pizza altono, pizza salami, paysana, pizza bolognese, pizza quattro formaggio, etc etc.

Quello che stupisce è che anche la grande distribuzione (Lidl si salva in corner) spesso scade nel trash utilizzando nomi poco verosimili. Tralasciando marchi più famosi come il marchio spagnolo Massimo Dutti, del gruppo Inditex – Zara, che per quanto ammiccante, quantomeno ha utilizzato un nome verosimile. La danese Bestseller improvvisa un Vero Moda, che già comincia a muoversi verso il limite dell´accettabilità. Sorpassa il limite invece il notissimo stilista italiano (ma tedesco) Bruno Banani, che con tale cognome, non poteva che non avere una bottiglia del profumo storta.

Se poi ci rivolgiamo al settore alimentare, stare dietro ai nomi fantasiosi è a dir poco impossibile (bisogna armarsi di macchina fotografica e immortalare). Un prodotto che mi affascina particolarmente è la Cambozola (un gorgonzola fatto in Cambogia? Un camabert mischiato con il gorgonzola? Boh). Del resto anche la Grecia non viene risparmiata con la famosissima Apetina (feta) . Anche il caffè espresso viene bistrattato impietosamente. Infatti c´è una catena di caffè che si chiama caffè Piacetto, insieme alle varianti di “macciato”, Latte (non è un latte), caffè romano (con scorza di limone). A questo punto mi preme ricordare, non so se esiste ancora, il marchio di pizze surgelate che trovavo da Tesco (questa volta in Irlanda) che si serve addirittura nientepopodimenoche della figura retorica dell´allitterazione: ll nome Gino Ginelli, è tutto un programma. lnfine chiudiamo con il tanto amato sugo Dolmio. Qui gli spot sull´italiano contadino, fancazzista, che vive in famiglia a quarant´anni e coi ciglioni a cespuglio si sprecano. Ecco qui il pupazzo in tecnicolor. Concludiamo con un Buona pasta (vedi che te) Combino con sugo Baresa a tutti. Mi raccomando con un goccio d´olio Luccese a crudo. e per dessert, un bel gelato Ecorino (senza P mi raccomando).

Buono Aperitito a tutti.

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