>Islanda: chiude Mac Donald´s

>

Chi è stato in Islanda come me prima della crisi, ricorda un tenore di vita elevato almeno dal punto di vista dei salari, dei gadget tecnologici (forse l´unico paese in cui ho visto più Apple di Pc, nonstante ci fosse solo un importatore con l´esclusiva e non negozi della Mela) e delle automobili Suv.
Ricorderà anche questo fiero popolo ripetere più volte con orgoglio di come alcune delle vie del centro di Copenaghen fossero ormai in mano agli islandesi (la rivincita dell´isola nei confronti della Danimarca, divenuta indipendente solo nel 1944).
Di come sia bello viaggiare e andare all´estero dove tutto costa poco, e soggiornare in hotel a 4 stelle. Di quanto fossero benestanti, di quanto l´Euro e l´Unione Europea fossero una cosa lontana, macchinosa, che non interessava, nonostante fossero ben consapevoli delle debolezza della corona islandese e delle fluttuazioni a cui era stata soggetta in passato (è come se Firenze, decidesse di tornare al Fiorino, vista l´entità della popolazione). L´Europa che non vedeva di buon occhio il protezionismo sulle acque territoriali islandesi, gli Islandesi che non volevano veder spuntare i pescherecci portoghesi da un momento all´altro, di come la pesca, prima industria dell´isola, andava preservata a tutti i costi. Di come avessero energia e calore dalla terra, di come fossero avanti e ambientalisti, di come la nazione avesse un presidente donna e dichiaratamente omosessuale.

Profondamente nordici, intransigenti e puristi della loro lingua da non utilizzare parole moderne come telefono o televisione, ma più che altro “la voce che corre sul filo”, come gli indiani d´America. E poi la crisi, la finanza creativa, gli 8 miliardi di sterline inglesi da restituire ai risparmiatori britannici, le nazionalizzazioni delle banche, i mutui variabili delle belle case costruite fronte mare a Reykjavik che schizzano al 15%, e il brusco risveglio dal sogno che diventa un incubo. E infine la catena di Mc Donald´s, quella che viene usata dagli economisti con il Bic Mac index come strumento di misurazione del costo della vita, ha annunciato che chiuderà 3 fast food e via via tutti gli altri. Il primo Mac Donald´s aveva aperto nel 1993. La prima pizzeria negli anni Ottanta. Forse non sarà una gran perdita, ma dal punto di vista degli indicatori economici è disastroso.


Una rincorsa piuttosto veloce che aveva portato l´Islanda a raggiungere e superare diversi paesi europei. A volte però, anche se si è biondi alti e si sta lassù, chi sale troppo in fretta cade precipitevolmente. E visto che siamo in clima di saghe nordiche, è proprio la caduta degli dei.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

w

Connecting to %s